Sistema Statistico Regionale
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Una prima stima dell’aumento della povertà
nel 2020

Istat ha diffuso le stime preliminari dell’aumento della povertà che inevitabilmente l’anno della pandemia ha portato con sé. I provvedimenti di contrasto alla pandemia globale da SARS-CoV-2, infatti, hanno implicato forti riduzioni delle attività produttive, commerciali e dei servizi, con un forte impatto sui redditi e, di conseguenza, sui consumi di chi ha visto diminuire o azzerare le proprie attività, di chi ha non ha potuto lavorare o ha perso il lavoro o ha dovuto ripiegare su impieghi a più bassa e incerta remunerazione. Le stime sono disponibili a livello nazionale e di area geografica, non a livello di singola regione, ma comunque offrono chiare indicazioni per una lettura territoriale delle conseguenze che la grave crisi economica dovuta alla pandemia ha determinato sulle condizioni di vita delle famiglie.
Secondo tali stime, nel 2020 in Italia sono oltre 2 milioni le famiglie in povertà assoluta1, cui corrispondono circa 5,6 milioni di persone. Nelle regioni del Nord si stimano 944mila famiglie povere, per un totale di 2,58 milioni di persone. L’incremento rispetto al 2019 è di 335mila famiglie povere in più in tutta Italia (circa 1 milione di persone), delle quali ben 218mila (65%) sono residenti al Nord (ovvero 720mila persone in più). Ciò indica che l’impatto più forte in termini di peggioramento del numero di poveri assoluti si è avuto nel Nord del Paese, che, infatti, evidenzia un aumento del 30% delle famiglie povere e del 39% delle persone povere, mentre le variazioni nazionali sono rispettivamente del 20% e del 22,5%.

La percentuale di famiglie in povertà assoluta sul totale delle famiglie per le regioni del Nord sale al 7,6% rispetto al 5,8% del 2019, allineandosi in questo ultimo anno in senso peggiorativo al valore nazionale (7,7%), quando negli anni passati il Nord presentava livelli di povertà inferiori. Meno negativa la situazione nelle regioni del Centro (5,5% delle famiglie sono povere), che riescono meglio a contenere le conseguenze negative della pandemia sulla condizione delle famiglie; il Mezzogiorno rimane in svantaggio con il 9,4% delle famiglie in stato di povertà assoluta.
In termini di individui, la povertà assoluta affligge il 9,4% della popolazione in Italia e nelle regioni del Nord, mentre al Centro l’incidenza è il 6,7% e al Sud sale all’11,1%.

Nel 2020, non solo si azzerano i miglioramenti che si erano registrati nel 2019, in parte dovuti al miglioramento dei livelli di spesa delle famiglie meno abbienti in concomitanza dell’introduzione del reddito di cittadinanza, ma si è raggiunto il valore peggiore dall’inizio della crisi economica del 2008, con livelli di povertà per le famiglie quasi doppi rispetto al 2008 in Italia, e anche superiori per il Nord Italia (2,9% le famiglie povere nel 2008 al Nord).

A livello nazionale si segnala come l’aumento della povertà abbia investito in misura più rilevante le famiglie con 5 o più componenti (il 20,7% sono povere, un aumento di 4,5 punti in un anno) e le famiglie con stranieri (25,7% sono povere, un aumento di 3,7 punti). Seguono le famiglie con almeno un figlio minore (11,6%, un aumento di 2,5 punti), mentre la presenza di anziani in famiglia, titolari di almeno un reddito da pensione, contiene il rischio di cadere nello stato di povertà (5,6%).
La crisi ha inoltre colpito di più le famiglie dove la persona di riferimento è occupata (il 7,3% sono povere, un aumento di 1,8 punti), mentre per quelle in cui la persona di riferimento è disoccupata la situazione già grave si mantiene sostanzialmente stabile (19,7%). Inoltre, se l’occupazione è alle dipendenze la povertà investe il 7,8% delle famiglie (+1,8 punti), se è indipendente il 6,1% (+2,1 punti).


  1. Sono classificate come assolutamente povere le famiglie con una spesa mensile per consumi pari o inferiore al valore monetario di un paniere di beni e servizi che nel contesto italiano sono considerati essenziali per conseguire uno standard di vita minimamente accettabile ed evitare gravi forme di esclusione sociale (assunto come soglia di povertà assoluta). Il valore monetario del paniere di povertà assoluta si differenzia per dimensione e composizione per età della famiglia, per ripartizione geografica e per tipo di comune.