Sistema Statistico Regionale
VENEZIA - DORSODURO   Rio dei Tre Ponti 3494/A
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EMERGENZA SANITARIA E LAVORO AGILE

Con il mese di marzo 2020 e il dilagare dell’epidemia da Covid-19 la Regione del Veneto ha dovuto trasformare in un tempo limitatissimo quello che era un istituto sperimentale nello strumento ordinario di prestazione dell’attività lavorativa: in pochi giorni, circa l’88% del personale in servizio negli uffici regionali è stato messo nelle condizioni di praticare il Lavoro Agile, con la possibilità di utilizzare servizi e applicazioni da remoto come si trovasse ancora in ufficio.
Nel periodo tra maggio e giugno 2020, in fase di progressiva ripresa dell’attività lavorativa in presenza, è stata avviata un’indagine ai dipendenti della Giunta regionale per capire come avessero vissuto, sia tecnicamente che emotivamente, lo smart working. In base al campione di rispondenti si può affermare che la maggioranza dei dipendenti è riuscita a mandare avanti la ‘macchina regionale’ a prescindere dalle difficoltà incontrate. E questo è un risultato che motiva e spinge a lavorare per far sì che il 100% del personale possa operare in qualsiasi modalità e di fronte a qualsiasi difficoltà.
Non sono mancate però le difficoltà. Tra gli stati d’animo prevale la sensazione di isolamento: al 72,4% è mancato proprio il contatto umano con i colleghi. Sia gli uomini che le donne hanno seguito, poi, bambini in età scolare o anziani: le donne hanno evidenziato soprattutto la difficoltà a gestire in contemporanea lo smart working e la didattica on line dei figli, mentre gli uomini hanno posto l’attenzione sulla mancanza degli strumenti di lavoro necessari.
Fra i problemi rilevati si sottolinea, inoltre, il diritto alla disconnessione che non sempre è stato rispettato, portando i dipendenti a lavorare più del monte ore previsto.
Per approfondire l’argomento è possibile leggere il documento "Resoconto questionario smart working nella Regione del Veneto" all’indirizzo web: