Sistema Statistico Regionale
VENEZIA - DORSODURO   Rio dei Tre Ponti 3494/A
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37,4% il tasso di copertura dei posti nei servizi per la prima infanzia nel 2024 in Veneto

Istruzione di qualità
Parità di genere

 

I servizi per la prima infanzia sono il primo passo nel percorso educativo dei bambini e rappresentano contestualmente un servizio di sostegno al lavoro femminile. Proprio il loro dualismo funzionale fa di questi servizi un elemento cardine delle politiche di inclusione. Già nel 2002 il Consiglio europeo ha stabilito per tutti i Paesi europei l'obiettivo di offrire un posto all'asilo nido, o negli altri servizi per la prima infanzia, ad almeno il 33% di bambini sotto i 3 anni entro il 2010, obiettivo aggiornato nel 2022 portando tale quota al 45% entro il 2030. L'Italia, nel 2021, riconosce per la prima volta i servizi educativi per l'infanzia tra i Livelli essenziali di prestazione (LEP), ossia i servizi e le prestazioni che lo Stato deve garantire uniformemente su tutto il territorio nazionale per consentire il pieno rispetto dei diritti sociali e civili di tutti i cittadini, con l'obiettivo di garantire un posto ad almeno il 33% dei bambini 0-2 anni entro il 2027.


Negli ultimi anni cresce l'offerta dei servizi per la prima infanzia in Veneto, così come in Italia. Nel 2024 i posti disponibili passano da 35,6 a 37,4 ogni 100 bambini di 0-2 anni, più che a livello nazionale (33,2). La nostra regione supera l'obiettivo fissato dai LEP dal 2022, in gran parte per la diminuzione del numero di bambini 0-2 anni (-29% in dieci anni, a fronte di un aumento dei posti dell'8,0%).


Nel territorio regionale si amplia la prevalenza dei servizi a titolarità privata, per cui dei 37,4 posti disponibili ogni cento bambini, 24,3 sono relativi a servizi privati e solo 13,1 a servizi a titolarità pubblica (rispettivamente 17,8 e 15,3 in Italia).


Il dato di copertura del servizio rappresenta una media regionale che sintetizza situazioni molto diverse sul territorio. Se nelle città l'offerta di servizi è più sviluppata, allontanandoci dai centri la presenza diminuisce: i comuni capoluogo di provincia hanno, nel complesso, una dotazione che supera di 10 punti percentuali quella media del resto dei comuni (45,5% vs 35,4%)(1). Va detto che, attraverso forme associative o accordi intercomunali, un comune che non ha posti sufficienti può offrire ai propri residenti l'accoglienza in una struttura di un comune limitrofo.


Ancora meno diffuso il servizio nelle Aree interne, ossia in quei territori distanti dai centri di offerta di servizi essenziali (salute, istruzione, mobilità) e caratterizzati da forte spopolamento e invecchiamento. Qui la domanda debole e dispersa ha storicamente limitato lo sviluppo di una rete di servizi. Nelle Aree interne del Veneto la dotazione di posti nei servizi per la prima infanzia rimane contenuta, varia tra 5,8 (Unione Montana Comelico) e 39,7 (Area Interna Alpago Zoldo), con una media complessiva di 28,5 posti ogni 100 bambini 0-2 anni. Nei comuni classificati come intermedi il tasso di copertura è in media il 33,4%, mentre in quelli periferici scende a 24,3%(2). Le Aree interne, proprio perché territori fragili e particolarmente svantaggiati, soggetti a declino demografico e distanti dai centri principali di offerta dei servizi essenziali, sono destinatarie di fondi ad hoc.





Servizi socio-educativi per la prima infanzia: posti autorizzati per 100 bambini 0-2 anni (P), per comune. Veneto – Anno 2024


Fonte: Elaborazioni dell'Ufficio di Statistica della Regione del Veneto su dati Istat

 

(1) Con l'eccezione del comune di Treviso, che ha una dotazione ben al di sotto e pari a 26,7%.
(2) Le Aree interne si definiscono in base alla distanza dalla città e dal centro maggiore: i comuni intermedi distano tra i 20 e i 40 minuti dal polo più vicino; i comuni periferici tra i 40 e i 75 minuti dal polo più vicino; i comuni ultraperiferici oltre i 75 minuti.