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L'INQUINAMENTO NELLE CITTÀ ITALIANE

L'inquinamento nelle città italiane rappresenta una criticità pressante. E' quanto emerge dal nuovo report di Legambiente "Mal Aria di città. Cambio di passo cercasi" sullo stato ambientale delle città italiane pubblicato il 31 gennaio 2022.
Si rileva che i livelli di inquinamento atmosferico in molte città italiane sono ancora troppo alti e lontani dai limiti normativi, più stringenti, previsti per il 2030.
Dai dati emergono ancora una volta le problematiche legate alle alte concentrazioni di polveri sottili (PM10 e PM2,5) e biossido di azoto (NO2).
Nel 2022, tra le 95 città monitorate, risulta che 29 hanno superato gli attuali limiti normativi per gli sforamenti di PM10 (35 giorni all'anno con una media giornaliera superiore ai 50 microgrammi/metro cubo). Si segnalano le centraline di Torino (Grassi) che si piazza al primo posto con 98 giorni di sforamento, seguita da Milano (Senato) con 84, Asti (Baussano) 79, Modena (Giardini) 75, Padova (Arcella) e Venezia (Tagliamento) con oltre 70. Queste città hanno di fatto doppiato il numero di sforamenti consentiti.
Sempre riguardo al PM10, relativamente alle concentrazioni medie annuali, che attualmente non devono superare i 40 µg/mc, tutte le centraline italiane rientrano dentro a tali limiti. Tuttavia gli sforzi da mettere in campo per migliorare anche questo aspetto sono importanti, visto che la nuova normativa europea proposta il 26 Ottobre 2022 prevede di abbassare tale limite a 20 µg/mc.: allo stato attuale solo 3 centraline venete su 38 (dato Arpav) rientrerebbero nel target.
Questa stessa considerazione vale per l'NO2, per il quale l'attuale limite di concentrazione media annuale è pari a 40 µg/mc ma che verrà abbassato al 20 µg/mc per il 2030.