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IL TURISMO IN VENETO NEL PRIMI 7 MESI DEL 2021

L’estate invita alla vacanza, e in particolare a trascorrere un soggiorno entro i confini nazionali, cosicché gli italiani risultano in crescita anche rispetto al periodo pre-pandemia (le presenze di giugno segnano un +4%, quelle di luglio +22,9% rispetto agli stessi mesi del 2019). E il passaggio alla zona bianca di giugno, assieme alla ripresa dei voli USA-Venezia di luglio, rappresentano un invito anche per gli stranieri, i cui pernottamenti risultano in forte aumento rispetto all’anno scorso (triplicati nel bimestre giugno-luglio), nonostante il confronto con il 2019 non sia favorevole (-44,5%).
I confronti con un 2019 eccezionale dal punto di vista dei flussi turistici, non danno la percezione del volume, comunque buono, di turisti: nel complesso, il bimestre estivo conta quasi 17 milioni di presenze, contro i 23 milioni dello stesso periodo del 2019 (-28%).
L’estate vede ora un prolungamento della stagione grazie alle temperature miti e al contenimento della pandemia. Luglio rappresenta un buon avvio per le destinazioni balneari: il +8% degli arrivi rispetto al 2019, deriva dalla forte crescita degli italiani (+46%) che compensa abbondantemente il -9,8% degli stranieri. Anche per le terme si registrano più arrivi di luglio 2019 (+7,6%), mentre al lago il numero di turisti pernottanti torna ai livelli pre-covid. In diversi casi la vacanza è più breve del consueto, cosicché le presenze non sono ancora le stesse di un tempo. Le città d’arte vedono a luglio un flusso raddoppiato rispetto a quello del 2020, ma che rappresenta ancora metà di quello pre-covid.

Periodo gennaio-luglio 2021

L’intero periodo gennaio-luglio 2021 mostra forti incrementi rispetto ad un 2020 penalizzato da interi mesi di lockdown (+38,4% degli arrivi e +57,5% delle presenze), mentre il confronto con il 2019 non regge ancora (-56% degli arrivi e un -46,3% delle presenze).
Le strutture alberghiere nell’intero anno 2020 hanno avuto perdite importanti (circa 20 milioni di presenze in meno, -60,8%), così come le strutture extralberghiere (circa 19 milioni in meno, -48,9%). I primi 7 mesi del 2021, confrontati con lo stesso periodo del 2019, vedono la perdita di altri 10 milioni di presenze per il comparto alberghiero (-56,7%) e di altri 8 per il complementare (-37,3%). Rispetto al 2020, il recupero è del +34,1% per il comparto alberghiero, +75,8% per l’extralberghiero.
Per un approfondimento si possono consultare le tabelle sul movimento turistico nel periodo gennaio-giugno 2021, confrontato con lo stesso periodo del 2020 e del 2019:

Anno 2020

L'anno 2020 si chiude per il turismo con perdite elevate, riassunte da un -61,1% degli arrivi e un -54,4% delle presenze, cioè dei pernottamenti. Ciò è dovuto soprattutto alla forte riduzione di turisti stranieri, che per il Veneto nel 2019 rappresentavano il 65,3% dei visitatori, e le cui presenze nel 2020 si contraggono del 68,3%, mentre quelle nazionali calano del 25,3%, nonostante i segni positivi di agosto (+8,6%) e di settembre (+0,5%).
Il 2020 era iniziato bene per il turismo veneto (gennaio +8,1% di presenze, febbraio +2,1%), ma poi la pandemia, il lockdown e le successive limitazioni agli spostamenti hanno determinato il crollo dei flussi turistici: marzo (-83,7%), aprile (-95,7%), maggio (-93,4%), giugno (-79%). A luglio inizia la ripresa, con numeri che comunque rappresentano la metà di quelli registrati a luglio 2019, ad agosto le presenze segnano un -28%, a settembre -31,9%, ad ottobre -58,7%, a novembre -73,3%, a dicembre -74,5%.
Tutte le destinazioni hanno risentito del periodo di crisi. Le città d'arte e le località termali appaiono le più colpite con una perdita delle presenze turistiche superiore al 65%: nel corso dell'anno le città d'arte hanno registrato 16,6 milioni di presenze in meno, la sola città di Venezia ne ha perse 9,4 milioni passando da 13 a 3,6 milioni (-72,5%); alle terme risultano 2,1 milioni di presenze in meno, cifra molto importante per questa tipologia di destinazione (-66,1%). La stagione balneare si conclude con flussi turistici molto inferiori a quelli usuali (11,6 milioni di presenze in meno), riassunti da un -45,9%. I pernottamenti nelle località del lago di Garda sono più che dimezzati (-56,6%), 7,4 milioni in meno. Il turismo in montagna ha avuto un buon avvio del 2020 prima della pandemia e perdite lievi in estate, all'insegna del distanziamento, ma la contrazione dei flussi è comunque pesante e pari a -24,2%, anche per l'impatto della chiusura degli impianti di risalita durante le festività natalizie.
Le strutture extralberghiere nell'anno 2020 hanno avuto delle perdite importanti (arrivi -54,7% e presenze -48,9%), ma meno rilevanti di quelle subìte dal comparto alberghiero (arrivi -64,7% e presenze -60,8%).
L'area del Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene, che l'UNESCO ha dichiarato patrimonio dell'Umanità, registra nel 2020 un dimezzamento dei flussi turistici (-53,1% degli arrivi e -45,6% delle presenze).
Per un approfondimento si possono consultare le tabelle sul movimento turistico dell'anno 2020, confrontato con l'anno precedente:


Inoltre, la banca dati sul turismo è consultabile a