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IL TURISMO IN VENETO NEL PERIODO GENNAIO-NOVEMBRE 2020

La propensione a viaggiare, risultata sempre in crescita nel corso degli ultimi anni, è stata bruscamente impedita dalla pandemia; e in Veneto si torna a flussi turistici prossimi a quelli che si rilevavano almeno 25 anni fa. Il periodo gennaio-novembre 2020 si chiude con perdite elevate, riassunte da un -60% degli arrivi e un -53,8% delle presenze, cioè dei pernottamenti. Ciò è dovuto soprattutto alla forte riduzione di turisti stranieri, che per il Veneto nel 2019 rappresentavano il 65,3% dei visitatori. Nel periodo gennaio-novembre, in Veneto, le presenze internazionali si contraggono del 67,9%, mentre quelle nazionali calano del 23,5%, nonostante i segni positivi di agosto (+8,6%) e di settembre (+0,5%).
Il 2020 era iniziato bene per il turismo veneto (gennaio +8,1% di presenze, febbraio +2,1%), ma poi la pandemia, il lockdown e le successive limitazioni agli spostamenti hanno determinato il crollo dei flussi turistici: marzo (-83,7%), aprile (-95,7%), maggio (-93,4%), giugno (-79%). A luglio inizia la ripresa, con numeri che comunque rappresentano la metà di quelli registrati a luglio 2019, ad agosto le presenze segnano un -28%, a settembre -31,9%, ad ottobre -58,7%, a novembre -73,3%.
Tutte le destinazioni hanno risentito del periodo di crisi. Le città d’arte e le località termali appaiono le più colpite con una perdita delle presenze turistiche superiore al 60%: nel corso dell’anno, fino a novembre, le città d’arte hanno registrato 15 milioni di presenze in meno, la sola città di Venezia ne ha perse 8,8 milioni (-71,7%); alle terme risultano 2 milioni di presenze in meno, cifra molto importante per questa tipologia di destinazione (-65,2%). La stagione balneare si conclude con flussi turistici molto inferiori a quelli usuali (11 milioni di presenze in meno), riassunti da un -45,8%. I pernottamenti nelle località del lago di Garda sono dimezzati (-56,3%), 7 milioni in meno. Il turismo in montagna aveva avuto un buon avvio del 2020 prima della pandemia e perdite lievi in estate, all’insegna del distanziamento, ma la contrazione dei flussi è comunque pesante e pari a -20,1%, inoltre l’impatto della chiusura degli impianti di risalita durante le festività natalizie sarà evidente a breve, quando vedremo l’andamento della stagione invernale in corso, con un periodo dicembre-febbraio che solitamente riceve il 27% dei pernottamenti.
Le strutture extralberghiere nel periodo gennaio-novembre hanno avuto delle perdite importanti (arrivi -53,8% e presenze -48,7%), ma meno rilevanti di quelle subìte dal comparto alberghiero (arrivi -63,6% e presenze -59,8%).
L’area del Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene, che l’ UNESCO ha dichiarato patrimonio dell’Umanità, registra nel 2020, fino a novembre, un dimezzamento dei flussi turistici (-51,9% degli arrivi e -45% delle presenze).
Per un approfondimento si possono consultare le tabelle sul movimento turistico del periodo gennaio-novembre 2020, confrontato con lo stesso periodo dell’anno precedente:


Inoltre, la banca dati sul turismo è consultabile a