LA DISUGUAGLIANZA DI REDDITO E LA POVERTÀ
Il rapporto Oxfam del 2025 "Disuguaglianza: povertà ingiusta e ricchezza immeritata" sottolinea come il divario tra ricchi e poveri nel mondo continui ad aggravarsi. Nel 2024 la ricchezza di chi ha già molto (i miliardari del mondo) è cresciuta a una velocità tripla rispetto all'anno precedente (complessivamente circa 5,7 miliardi di dollari al giorno) e ogni settimana sono nati in media 4 nuovi miliardari; di contro è rallentata la riduzione della povertà estrema (chi non dispone di risorse giornaliere superiori a 2,15 dollari). Secondo i dati della Banca mondiale, l'1% della popolazione mondiale possiede il 45% della ricchezza del pianeta, mentre il 46% della popolazione vive con meno di 6,85 dollari al giorno.
Le politiche fiscali di un Paese, oltre al finanziamento di beni e servizi pubblici, possono contribuire alla redistribuzione del reddito e al sostegno delle famiglie più vulnerabili tramite trasferimenti, diminuzione di imposte e contributi sociali. In Italia, secondo l'indice di Gini calcolato da Eurostat sul reddito del 20231, la diseguaglianza prima degli interventi fiscali è pari al 48,4%, mentre dopo i trasferimenti e i prelievi statali si abbassa al 32,2%, cioè 16,2 punti percentuali in meno (-18,4 punti percentuali dato UE27). Le politiche redistributive del reddito dei Paesi europei più simili a noi, come Francia (-23,3) e Germania (-19,2), risultano più incisive delle nostre.
Ne consegue che in Italia nel 2023 il 20% più ricco della popolazione ha un reddito 5,5 volte quello del 20% più povero, mentre è 4,7 nei Paesi dell'UE272 (4,5 in Germania e 4,7 in Francia). Le regioni del Nord d'Italia confermano generalmente una situazione più equa rispetto a quelle del Sud. Il Veneto è tra le regioni con minor divario tra ricchi e poveri: si posiziona al terzo posto con un valore di 3,9.
Fonte: Elaborazioni dell'Ufficio di Statistica della Regione del Veneto su dati Eurostat
Nel 2024 in Italia sono ancora molte le persone a rischio di povertà o esclusione sociale: il 23,1%, valore che ci colloca negli ultimi posti (21-esimo) della classifica dei Paesi UE27 (20,9%). Tra gli Stati con minor rischio di povertà o di esclusione sociale, troviamo la Repubblica Ceca, la Slovenia e i Paesi Bassi con livelli inferiori al 15,5%.
L'Europa si è data l'obiettivo di ridurre di 15 milioni il numero di persone a rischio povertà o esclusione sociale entro il 2030 (-16,3% rispetto al 2019), target che difficilmente riuscirà a raggiungere, visto che dal 2019 al 2024 sono uscite da questa condizione solo 2 milioni e 700 mila persone.
Fonte: Elaborazioni dell'Ufficio di Statistica della Regione del Veneto su dati Eurostat
Sono a rischio povertà o esclusione sociale quanti vivono in condizioni di povertà o di grave deprivazione materiale e sociale o in famiglie a bassa intensità lavorativa. Tornando all'efficacia delle politiche fiscali sulla redistribuzione del reddito, ne si evidenzia l'importanza su questa fascia di popolazione. Ad esempio nel 2024 in Italia a seguito degli interventi fiscali, la percentuale di popolazione a rischio di povertà si riduce dal 46,8% al 18,9% (dal 42,7% al 16,2% in UE27).
Migliora la situazione in Veneto nel 2024: il 12,4% dei residenti è a rischio povertà o esclusione sociale, quasi 2 punti percentuali in meno rispetto all'anno precedente. L'incidenza rimane tuttavia superiore ai più favorevoli livelli raggiunti nel 2019 (10,3%), minimo registrato dal 2015 ad oggi.
Fonte: Elaborazioni dell'Ufficio di Statistica della Regione del Veneto su dati Eurostat
Nel confronto con altre zone d'Italia, la nostra regione recupera posizioni: siamo al quinto posto, con lo stesso valore del Friuli-Venezia Giulia e distanti di oltre 3 punti percentuali dal Trentino-Alto Adige (8,8%).
Fonte: Elaborazioni dell'Ufficio di Statistica della Regione del Veneto su dati Istat
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L'indice di Gini calcolato da Eurostat è al netto delle componenti figurative e in natura. Ha valore compreso tra 0% e 100%. Un valore di 0% indica perfetta uguaglianza, ovvero tutti nella popolazione hanno lo stesso reddito. Un valore di 100% indica perfetta disuguaglianza, ovvero un solo individuo detiene l'intero reddito della popolazione.
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Il rapporto tra i quintili di reddito, o rapporto S80/S20, è una misura della disuguaglianza nella distribuzione del reddito. È calcolato come il rapporto tra il reddito totale percepito dal 20% della popolazione con il reddito più alto (quintile più alto) e quello percepito dal 20% della popolazione con il reddito più basso (quintile più basso). Il dato è di fonte Eurostat ed è calcolato sul reddito disponibile equivalente, ovvero il reddito totale di una famiglia, al netto delle imposte e di altre detrazioni, disponibile per la spesa o il risparmio, diviso per il numero di membri della famiglia convertiti in adulti equiparati.











