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IL TURISMO IN VENETO FINO A FEBBRAIO 2021

Il movimento turistico nel primo bimestre 2021 registra un -78,4% degli arrivi e -71,4% delle presenze. Il confronto non può reggere con lo stesso periodo del 2020, che aveva ottenuto buoni risultati sia a gennaio, mese immediatamente precedente l’inizio della pandemia, ma anche a febbraio.

Bimestre Gennaio-Febbraio 2021

Tutte le destinazioni risentono del periodo di crisi, caratterizzato dall’impossibilità di varcare i confini regionali, e pure quelli comunali durante le festività. Il turismo in montagna, anche per la chiusura degli impianti di risalita durante le festività natalizie, ha una contrazione dei flussi pesante e se dicembre si era concluso con un -72,3% delle presenze, gennaio registra un -81,4%, e febbraio un -61,4%, con la perdita complessiva di 900 mila presenze rispetto alla stagione invernale a cavallo tra 2019 e 2020, ultimo momento di normalità (-71,2%).
Le città d’arte segnano perdite molto rilevanti (quasi 2 milioni di presenze in meno nel solo bimestre considerato, corrispondenti a un -71,3%), così come le terme (-244 mila con un -77,4%).
Le strutture extralberghiere venete nei primi due mesi dell’anno hanno avuto delle perdite importanti delle presenze (-58,2%), ma meno rilevanti di quelle subìte dal comparto alberghiero (-78,2%). Tali riduzioni portano ora le strutture alberghiere e quelle extralberghiere a registrare lo stesso numero di presenze (mentre nel bimestre gen-feb del 2020 il comparto alberghiero registrava il doppio delle presenze extralberghiere).
Nel complesso, le presenze straniere sono praticamente annullate (-91,3%), quelle italiane dimezzate (-50,8%).
Per un approfondimento si possono consultare le tabelle sul movimento turistico nel 1° bimestre 2021, confrontato con lo stesso periodo del 2020:

Anno 2020

L’anno 2020 si chiude per il turismo con perdite elevate, riassunte da un -61,1% degli arrivi e un -54,4% delle presenze, cioè dei pernottamenti. Ciò è dovuto soprattutto alla forte riduzione di turisti stranieri, che per il Veneto nel 2019 rappresentavano il 65,3% dei visitatori, e le cui presenze nel 2020 si contraggono del 68,3%, mentre quelle nazionali calano del 25,3%, nonostante i segni positivi di agosto (+8,6%) e di settembre (+0,5%).
Il 2020 era iniziato bene per il turismo veneto (gennaio +8,1% di presenze, febbraio +2,1%), ma poi la pandemia, il lockdown e le successive limitazioni agli spostamenti hanno determinato il crollo dei flussi turistici: marzo (-83,7%), aprile (-95,7%), maggio (-93,4%), giugno (-79%). A luglio inizia la ripresa, con numeri che comunque rappresentano la metà di quelli registrati a luglio 2019, ad agosto le presenze segnano un -28%, a settembre -31,9%, ad ottobre -58,7%, a novembre -73,3%, a dicembre -74,5%.
Tutte le destinazioni hanno risentito del periodo di crisi. Le città d’arte e le località termali appaiono le più colpite con una perdita delle presenze turistiche superiore al 65%: nel corso dell’anno le città d’arte hanno registrato 16,6 milioni di presenze in meno, la sola città di Venezia ne ha perse 9,4 milioni passando da 13 a 3,6 milioni (-72,5%); alle terme risultano 2,1 milioni di presenze in meno, cifra molto importante per questa tipologia di destinazione (-66,1%). La stagione balneare si conclude con flussi turistici molto inferiori a quelli usuali (11,6 milioni di presenze in meno), riassunti da un -45,9%. I pernottamenti nelle località del lago di Garda sono più che dimezzati (-56,6%), 7,4 milioni in meno. Il turismo in montagna ha avuto un buon avvio del 2020 prima della pandemia e perdite lievi in estate, all’insegna del distanziamento, ma la contrazione dei flussi è comunque pesante e pari a -24,2%, anche per l’impatto della chiusura degli impianti di risalita durante le festività natalizie.
Le strutture extralberghiere nell’anno 2020 hanno avuto delle perdite importanti (arrivi -54,7% e presenze -48,9%), ma meno rilevanti di quelle subìte dal comparto alberghiero (arrivi -64,7% e presenze -60,8%).
L’area del Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene, che l’UNESCO ha dichiarato patrimonio dell’Umanità, registra nel 2020 un dimezzamento dei flussi turistici (-53,1% degli arrivi e -45,6% delle presenze).
Per un approfondimento si possono consultare le tabelle sul movimento turistico dell’anno 2020, confrontato con l’anno precedente:


Inoltre, la banca dati sul turismo è consultabile a