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I beneficiari del reddito di cittadinanza
e di emergenza

La lotta alla pandemia globale da SARS-CoV-2 ha causato lunghe settimane di lockdown nella prima ondata e, nella seconda, provvedimenti di forte limitazione delle attività commerciali e dei servizi. Ciò ha comportato un importante impatto sui redditi di chi ha visto diminuire o azzerare le proprie attività, di chi ha perso il lavoro o ha dovuto ripiegare su impieghi a più bassa e incerta remunerazione.
Accanto alle misure di inclusione sociale e contrasto alla povertà già esistenti, come il reddito e la pensione di cittadinanza, che in questo contesto hanno assunto un’importanza ancora maggiore, è stato introdotto con il Decreto Rilancio (DL n. 34 del 19 maggio 2020, art 32) un nuovo strumento emergenziale in favore dei nuclei familiari in difficoltà a causa dell’emergenza epidemiologica: il reddito di emergenza, destinato ai lavoratori che non sono coperti dagli ammortizzatori sociali e dagli altri bonus introdotti per far fronte all’emergenza Coronavirus, come i lavoratori precari, i lavoratori a chiamata o i lavoratori irregolari.
Sebbene sia stato pensato come una misura temporanea, i decreti che si sono poi susseguiti hanno provveduto a prorogare le quote mese per mese fino ad arrivare alla quinta quota(1).

Per quanto riguarda il reddito e la pensione di cittadinanza, nel periodo compreso tra aprile 2019 e dicembre 2020, 88.801 nuclei familiari residenti in Veneto hanno chiesto di beneficiare di questo strumento; di questi, 48.269 hanno visto accolta la propria istanza (6.351 sono in lavorazione). Nel 2020 sono 45.414 i nuclei che hanno percepito almeno una mensilità, per un totale di 96.114 persone coinvolte (19,7 su mille residenti). L’importo medio mensile è stato di 421,6 euro, meno per i beneficiari di pensione di cittadinanza (213 euro), più alto per le famiglie beneficiarie del reddito di cittadinanza (470 euro). Il reddito/pensione di cittadinanza ha raggiunto 13.607 famiglie con minori e 9.195 famiglie con disabili. Nel 44% dei casi il reddito è andato a famiglie monocomponente, per il 19,6% a famiglie di due persone, per il 24,8% a famiglie di 3-4 componenti, per l’11,6% a famiglie di 5 o più persone. Verona è la provincia con più destinatari (21,2%), seguita da Padova (20,5%) e Venezia (19,6%), ma è Rovigo la capofila se si valutano i destinatari in rapporto alla popolazione residente (2,9%) e Verona è seconda (2,3%).

Secondo i dati Inps aggiornati al 7 gennaio 2021, il reddito di emergenza nel periodo settembre-ottobre 2020, in base al DL 104/2020, ha raggiunto in Veneto 7.486 nuclei familiari per un totale di 15.606 persone coinvolte. Il successivo decreto legge n. 137 di ottobre ha prorogato d’ufficio il contributo a queste famiglie per i mesi di novembre e dicembre, cui si aggiungono le domande accolte di altre 2.984 famiglie: nel mese di novembre-dicembre complessivamente sono quindi 10.470 i nuclei beneficiari del reddito di emergenza per un totale di 21.391 persone coinvolte (il 4,4 per mille della popolazione). La provincia maggiormente destinataria di questa misura, probabilmente a causa del forte restringimento del comparto turistico, è Venezia (21,2% delle persone raggiunte), seguita da Verona (20,3%) e Padova (20%).


  1. Il DL n.34/2020 ha previsto l’erogazione di due quote nel periodo di maggio-agosto, il DL n. 104 del 14 agosto 2020 ha previsto una quota nel periodo settembre-ottobre e il DL n. 137 del 28 ottobre 2020 due ulteriori quote per i mesi di novembre e dicembre. In base al DL n. 137/2020 il beneficio è stato riconosciuto d’ufficio per i beneficiari già del reddito di emergenza in base al precedente DL n.104.