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Conclusa a Katowice COP 24

Dal 3 al 14 dicembre 2018 si è svolta a Katowice, in Polonia, la 24esima Conferenza delle parti della Convenzione UNFCCC. L’obiettivo di questo incontro era quello di monitorare l'attuazione dell´Accordo di Parigi per mantenere l'aumento della temperatura media globale sotto i 2 °C, meglio se sotto 1,5 °C da parte degli oltre 190 Paesi aderenti.
Il tema della COP24 era “Changing Together” (cambiamo insieme) e l’obiettivo quello di un bilancio riguardo le misure intraprese dai vari paesi per raggiungere i target fissati dagli accordi di Parigi.


La cronistoria

La United Nations Framework Convention on Climate Change (UNFCCC), che in italiano si traduce in “Convenzione delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici” è un trattato internazionale sull’ambiente realizzato in occasione della Conferenza sull'Ambiente e sullo Sviluppo delle Nazioni Unite. Questa conferenza si è svolta a Rio de Janeiro nel 1992. L’UNFCCC ha come obiettivo la riduzione delle emissioni dei gas serra come misura per contrastare il riscaldamento globale. Esso non imponeva limiti vincolanti di emissione di gas serra ai diversi paesi, però prevedeva la possibilità di approvare appositi protocolli al fine di porre dei limiti obbligatori: tra i vari protocolli, il più noto è quello del 1997 conosciuto come protocollo di Kyoto.
Avendo ricevuto le ratifiche di più di 50 Paesi, l'UNFCCC entrò in vigore il 21 marzo 1994 e da allora, i vari paesi firmatari (le parti) si incontrano annualmente nella "Conferenza delle Parti (COP)" per fare il punto della situazione sui cambiamenti climatici e monitorare lo stato di avanzamento dei lavori.
L’Italia si è candidata per ospitare la COP26, prevista per il 2020.


Gli accordi di Katowice

Dopo poco meno di due settimane di trattative i quasi 200 Paesi che avevano firmato l’accordo di Parigi nel 2015 hanno approvato un regolamento di 100 pagine relativo all'applicazione dell'accordo stesso. Di fatto gli impegni reali sono stati rinviati al 2020, quando i paesi dovranno presentare dei piani specifici per la riduzione delle emissioni nocive. Tuttavia si rileva l’adozione di regole comuni tra le nazioni al posto della tradizionale differenziazione degli obblighi tra paesi industrializzati e in via di sviluppo che aveva caratterizzato gli accordi precedenti, pur prevedendo una certa flessibilità per i secondi in base alle proprie necessità. Un’altra importante soluzione adottata è l’accordo sulla costruzione di un sistema di report e monitoraggio dei risultati raggiunti da parte di ciascuno stato


Gli obiettivi nazionali dei Paesi

Scendendo al dettaglio degli obiettivi nazionali, entro il 2020, tutti gli stati che hanno già dato un proprio contributo nella diminuzione delle emissioni inquinanti dovrebbero aggiornare i propri target previsti per il 2030.
Restringendo l’attenzione all’ambito europeo, l’Unione Europea è impegnata da anni in questa sfida legata ai cambiamenti climatici e ha fissato obiettivi molto precisi di medio periodo al fine di dare il proprio contributo alla salvaguardia dell’ambiente.
Attraverso prima gli obiettivi 2020 e poi i successivi programmati per il 2030 si è sviluppato un complesso sistema di controllo e monitoraggio delle azioni intraprese dai singoli stati per il contenimento delle emissioni nocive e la diminuzione dello sfruttamento delle fonti energetiche fossili. Oltre al contenimento delle emissioni dei gas serra si sta giocando una partita importante con lo sviluppo delle fonti rinnovabili che potrebbero contribuire molto nella lotta ai cambiamenti climatici. Tra gli obiettivi attribuiti agli stati membri c’era quello di raggiungere entro il 2020 una quota di consumi energetici coperti da fonti rinnovabili rispetto a quelli totali pari al 20% su scala europea.


L’Italia e il Veneto

All’Italia era stato attribuito un obiettivo del 17% (superato già nel 2014) e, successivamente, tale obiettivo è stato ripartito tra le diverse regioni. Per il Veneto il medesimo obiettivo era del 10,2%. Al 2016 la regione ha già ampiamente superato il target fissato, raggiungendo il 17,6% di consumi finali lordi di energia coperti da fonti rinnovabili.