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La congiuntura

Dopo l’anno della pandemia, i segnali di speranza

Il sistema economico internazionale nel 2020 è stato sottoposto a uno shock d'intensità superiore alle altre crisi della storia recente delle economie avanzate. Il 2021 si apre però con nuove speranze di ripresa, grazie ai progressi delle campagne vaccinali. Un cauto ottimismo traspare anche dai dati e dagli indicatori congiunturali: il clima di fiducia di famiglie e imprese è tornato ai livelli pre-crisi, la produzione nelle costruzioni e quella industriale hanno addirittura superato le aspettative, il commercio internazionale si sta ulteriormente sviluppando. In questo contesto il Veneto mostra una capacità di recupero forte, che fa sperare in un miglioramento del Prodotto Interno Lordo (PIL) di +6,6% nel 2021 rispetto al 2020.

L’andamento del PIL del Veneto e dell’Italia nel  

Var. % PIL Veneto
Var. % PIL Italia
Var. % annue del Prodotto Interno Lordo (valori concatenati, anno di riferimento 2015). Veneto e Italia - Anni 2019:2022
Fonte: Ufficio di Statistica della Regione del Veneto su dati Istat e previsioni Prometeia

La crescita globale è cominciata, ma a ritmi diversi

L’economia nello scenario internazionale nell’anno  

Var. PIL Mondo
Var. PIL Usa
Var. PIL Cina
Var. PIL UEM
Var. % annue del Prodotto Interno Lordo (valori concatenati, anni di riferimento 2015). Mondo, Usa, Cina, Uem - Anni 2019:2022
Fonte: Ufficio di Statistica della Regione del Veneto su dati e previsioni Commissione europea, Eurostat, FMI

L’economia dell’Area euro è una delle più colpite dalla pandemia. A fine 2020 si registra un calo del -6,4% per l’Unione Economica e Monetaria (UEM), ma il recupero dell’economia europea sarà accompagnato dall'attuazione dei piani nazionali di ripresa e resilienza nell'ambito del programma NextGenerationEu. Complessivamente la UEM dovrebbe crescere del 5,0% nel 2021 e rafforzarsi intorno al 4,3% nel 2022.

L’andamento del PIL del Veneto e dell’Italia a confronto con  

Var. % annue del Prodotto Interno Lordo (valori concatenati, anno di riferimento 2015). Veneto, Italia, UE 27, Area euro e Paesi europei - Anni 2006:2022
Fonte: Ufficio di Statistica della Regione del Veneto su dati Istat, Eurostat e previsioni Prometeia e Commissione europea

Per quanto riguarda il Veneto, i dati pre-pandemia lo dipingono come la terza regione in Italia per la produzione di ricchezza, dopo Lombardia e Lazio: il 9,2% del Prodotto Interno Lordo nazionale del 2019 è stato realizzato in questo territorio. Il PIL pro capite del Veneto nel 2019 risulta pari a 33.651 euro, superiore del 13,5% rispetto a quello nazionale. Per il 2020, le stime attuali indicano che il PIL pro capite in Veneto si è ridotto di oltre 2.000 euro rispetto al 2019, differenza che si prevede verrà più che colmata nel 2021 e poi superata sensibilmente nel 2022.

Prodotto interno lordo   , il Veneto, Italia e  

Fonte: Ufficio di Statistica della Regione del Veneto su dati Istat

Nel 2020 a trascinare la caduta del PIL è stata soprattutto la domanda interna, mentre la domanda estera e la variazione delle scorte hanno fornito un contributo negativo limitato. Dal lato della domanda interna, il Veneto mostrerebbe nel 2021 una crescita sia degli investimenti (+16,2%) che dei consumi delle famiglie (+5,0%).

  delle famiglie in Veneto e in Italia

Fonte: Ufficio di Statistica della Regione del Veneto su dati Istat e previsioni Prometeia

In tutti i settori economici del Veneto si prospetta un netto recupero

Il Veneto si conferma una regione a vocazione fortemente industriale, in cui il manifatturiero è una dorsale importante sia in termini di forza lavoro, sia in termini di produzione di ricchezza e scambi internazionali di merci. È tuttavia il terziario che produce la quota maggiore di ricchezza: il valore aggiunto creato dai servizi nel 2019 è stato pari a quasi 95 miliardi di euro in termini reali, circa i 2/3 del valore aggiunto totale.

L’impatto della prima ondata di Covid-19 in Veneto è notevole proprio per il peso del territorio in termini produttivi, ma la Regione mostra una capacità di reazione superiore alla media: tutti i settori ne risentono nel 2020 per riprendersi nel 2021. Per l’industria si prevede nel 2021 quasi un completo recupero del crollo registrato nel 2020, mentre per il terziario il miglioramento previsto copre solo in parte le perdite subite nel 2020 soprattutto a causa delle filiere del turismo, ristorazione e tempo libero. Le costruzioni nel 2021 vedono un aumento relativo maggiore, trainate anche dall’utilizzo dei bonus sull’edilizia.

Le dinamiche del valore aggiunto nei settori economici in  

Servizi
Industria
Costruzioni
Agricoltura
Totale
Fonte: Ufficio di Statistica della Regione del Veneto su dati Istat e previsioni Prometeia

Sono tre i principali driver per la ripresa del Veneto

Sono diversi gli elementi caratterizzanti del Veneto, ma i punti di forza che hanno sempre fatto da volano nei cicli economici più critici sono imprese, interscambio commerciale e turismo. Anche se pesano ancora le incertezze sulla propagazione del virus, dai dati relativi al primo semestre del 2021 emergono le evidenze di un’evoluzione positiva per tutte e tre queste componenti.

I comparti di punta del Veneto nel  

Var. % Imprese
Var. % Export
Var. % Presenze turistiche
Var. % semestre selezionato su corrispondente semestre dell’anno precedente.
Fonte: Ufficio di Statistica della Regione del Veneto su dati Istat, InfoCamere e Regione Veneto

Le imprese registrano numeri stabili nonostante la pandemia

Il Veneto è la quarta regione in Italia per numero di imprese attive, dopo Lombardia, Campania e Lazio. Gli indicatori relativi alla loro concentrazione risultano tutti più elevati rispetto alla media nazionale: la densità di unità locali produttive è di 23,3 per kmq (15,8 la media italiana) e gli addetti sono 36 ogni 100 abitanti (28,9 in Italia).

  delle imprese in Veneto e Italia nel macrosettore  

Fonte: Ufficio di Statistica della Regione del Veneto su dati InfoCamere

Nel 2020 è il commercio il settore più popolato e vi appartiene più di un’impresa su cinque (22,5%).Tra le imprese manifatturiere, le quote più consistenti sono quelle legate ai metalli (21,3%) e al settore moda (17%). Rispetto ai valori nazionali, le manifatture del Veneto si distinguono per il peso relativo delle industrie legate all’arredamento e ai macchinari.

  delle imprese manifatturiere in Veneto e Italia per settore nel  

Fonte: Ufficio di Statistica della Regione del Veneto su dati InfoCamere

Il commercio estero segna una crescita positiva in tutti i comparti

La vocazione al commercio estero delle imprese venete trova conferma nei dati 2019, con le esportazioni che rappresentano il 39,4% del PIL. Il Veneto risulta così uno dei territori del Belpaese più aperti ai mercati internazionali, terzo dietro a Lombardia ed Emilia-Romagna.

  delle esportazioni in Veneto e Italia per macrosettore nel  

Fonte: Ufficio di Statistica della Regione del Veneto su dati Istat

La meccanica strumentale, nonostante la marcata flessione registrata nell’ultimo anno, rimane il primo settore dell’export veneto, con un fatturato estero che nel 2020 si è fermato a 11,7 miliardi di euro. Il comparto moda, secondo settore d’interscambio, è stato uno dei più colpiti dalla crisi indotta dalla pandemia di coronavirus. Al contrario, le vendite estere del comparto chimico e farmaceutico registrano una crescita annua di poco superiore al 6%, grazie all’essenziale contributo degli scambi di medicinali e preparati farmaceutici, che nel corso della recente crisi sanitaria si sono dimostrati fondamentali nel consentire un’adeguata fornitura di questi beni. Come successe nella crisi finanziaria del 2009, l’agroalimentare mostra una maggiore tenuta rispetto ad altri settori e registra una leggerissima crescita delle vendite estere.

Il turismo riparte dopo un difficile 2020

Storicamente il Veneto è la prima regione turistica italiana: nel 2019 si contavano oltre 71 milioni di presenze e più di 20 milioni di arrivi di turisti. Notevole è l’interesse riscontrato a livello internazionale (nel 2019 le presenze straniere erano il 67,6%), penalizzato dalle restrizioni agli spostamenti durante la pandemia.

  di turisti   nel comparto  

Città d'arte
Lago
Mare
Montagna
Terme
Totale
Fonte: Ufficio di Statistica della Regione del Veneto su dati Istat - Regione Veneto

La forte crescita del movimento turistico diretto verso il Veneto è frenata solo dalla pandemia e tutte le destinazioni ne risentono. Le città d’arte appaiono le più colpite: nel corso del 2020 si registra un crollo di presenze del 65,3%, con la sola città di Venezia che ne perde 9,4 milioni e passa così da 12,9 a 3,5 milioni. Alle terme risultano 2,1 milioni di presenze in meno, cifra molto importante per questa tipologia di destinazione (-66,1%). La stagione balneare 2020 si conclude con flussi turistici molto inferiori a quelli usuali, riassunti da un -45,9%. I pernottamenti nelle località del lago di Garda sono dimezzati. Il turismo in montagna ha un buon avvio del 2020 prima della pandemia e perdite lievi in estate, ma la contrazione dei flussi è comunque pesante e pari a -24,2%, anche per l’impatto della chiusura degli impianti di risalita durante le festività natalizie.

Il mercato del lavoro presenta segnali positivi da metà 2021

Nel 2020 la pandemia frena la crescita occupazionale e aumenta il gap per donne e giovani

La situazione lavorativa in Veneto è decisamente migliore di quella della media nazionale. Nonostante la flessione registrata nel 2020 a causa dell’impatto della pandemia nel mercato del lavoro, il tasso di occupazione in Veneto mantiene un valore poco distante dai dati pre-crisi economica: nel 2008 era 66,4% e nel 2020 è 65,9%. Il tasso di disoccupazione è pari al 5,8%, il quinto valore più basso d’Italia e inferiore a quello medio europeo (7,1%).

Il Veneto e l’Italia: Tasso di   nel  

Veneto
Italia
Fonte: Ufficio di Statistica della Regione del Veneto su dati Istat

Dopo un lungo periodo di crescita occupazionale, nel 2020 in Veneto gli occupati scendono del 2,4% e le persone in cerca di lavoro aumentano dello 0,2%, valore quest’ultimo che va letto insieme al dato degli inattivi che cresce del 5,3%.

Negli ultimi decenni le donne hanno migliorato la loro posizione nel mercato del lavoro, anche grazie all’aumento dei titoli di studio, e il gap di genere è decisamente diminuito. Ciò nonostante, il divario è ancora forte e nel 2020 con la pandemia si accentua: rispetto al 2019, le donne, largamente impiegate nei lavori di cura e assistenza, subiscono una forte contrazione dell'occupazione e inoltre aumentano quante rinunciano a cercare un lavoro.

Andamento di   : un confronto tra Veneto, Italia e  

Femmine
Maschi
Totale
Fonte: Ufficio di Statistica della Regione del Veneto su dati Istat

L’emergenza sanitaria colpisce anche i giovani. In Veneto la disoccupazione sale al 21,9% tra i 15-24enni, ma si mantiene comunque tra i valori più bassi nella graduatoria regionale ed è molto distante dal valore del 27,6% toccato all’apice della crisi economica nel 2014.

Andamento della disoccupazione giovanile: graduatoria regionale nel  

Fonte: Ufficio di Statistica della Regione del Veneto su dati Istat

Nel 2021 le aziende venete tornano ad assumere

Dal II trimestre del 2021 si iniziano a intravedere segnali positivi di ripresa. Secondo i dati pubblicati da Veneto Lavoro, che fornisce periodicamente le quantificazioni dell’impatto della pandemia sulla dinamica del lavoro nelle aziende private in Veneto, a partire da giugno 2021 le assunzioni (relative ai contratti a tempo indeterminato, determinato e di apprendistato) tornano ai livelli registrati nel 2019.

Particolarmente positivo il III trimestre, in quanto nei mesi estivi si conta il 4% in più delle assunzioni registrate nello stesso periodo del 2019 e il 13% in più rispetto al 2020.

Assunzioni nelle aziende private in Veneto per trimestre nel settore  

Assunzioni a tempo indeterminato, determinato e di apprendistato per trimestre e settore. Veneto - Anni 2019:2021 | Nota: Si tenga presente che i dati sono di origine amministrativa e sono soggetti ad aggiornamento e revisione anche per il passato.
Fonte: Ufficio di Statistica della Regione del Veneto su dati Veneto Lavoro

Il gap con i livelli pre-pandemia si sta riducendo anche se, viste le difficoltà dei primi mesi dell’anno, complessivamente nel periodo gennaio-settembre 2021 le assunzioni rimangono il 13% in meno di quelle del 2019. Rispetto all’anno scorso, in questi nove mesi l’aumento più significativo ha riguardato i macro settori dell'industria e dei servizi; inoltre nel periodo estivo il settore del turismo è stato anche più dinamico del 2019.