La congiuntura
L'Economia
Nonostante le tensioni economiche e geopolitiche, il PIL e il commercio globali nel 2025 crescono più del previsto. Infatti, il contribuito dei dazi effettivamente applicati rispetto agli annunci iniziali risulta minore e si configura una ricomposizione geografica degli scambi. Alla crescita concorrono gli investimenti legati all'intelligenza artificiale e la discesa dell'inflazione. Questo quadro si deteriora dal 28 febbraio 2026, l'inizio del conflitto in Iran, e fa materializzare ulteriori rischi, legati soprattutto al prezzo dei beni energetici. Il contesto è in continua evoluzione.
L'andamento del PIL del e dell' nel
La crescita globale rallenta, ma si dimostra resiliente
L'economia nello scenario internazionale nell'anno
La Uem continua a mostrare capacità di tenuta nel 2025, malgrado l'incertezza e gli shock derivanti dalle politiche commerciali. Le aspettative di crescita sono costantemente riviste al rialzo durante lo scorso anno, l'occupazione cresce e il PIL mantiene una dinamica positiva fino all'inizio del 2026. Le prospettive cambiano sostanzialmente dallo scoppio del conflitto in Iran.
L'andamento del PIL del e dell' a confronto con
Il Veneto è la terza regione in Italia per la produzione di ricchezza, dopo Lombardia, Lazio: il 9,3% del Prodotto Interno Lordo nazionale è stato realizzato in questo territorio. Il PIL pro capite del Veneto nel 2024 risulta pari a 41.496 euro, superiore del 11.2% rispetto a quello nazionale. Nel 2024, il PIL pro capite in Veneto è aumentato di oltre 825 euro rispetto al 2023.
Prodotto interno lordo , il , e
Nelle stime del 2025 il Veneto si mostra in linea con le attese. La variazione degli investimenti dovrebbe essere pari a +4,7%, affiancata da una crescita dei consumi delle famiglie del 0,9%.
in e in
Il valore aggiunto prodotto dai settori
Il Veneto si conferma una regione a vocazione fortemente industriale, in cui il manifatturiero è una dorsale importante sia in termini di forza lavoro, sia in termini di produzione di ricchezza e scambi internazionali di merci. È tuttavia il terziario che produce la quota maggiore di ricchezza: il valore aggiunto creato dai servizi è circa il 64% del valore aggiunto totale.
Nelle stime 2025 il terziario mostra una crescita pari al +0,1%, l'industria risente delle criticità globali relative alla produzione industriale ed è stagnante (0,0%), l'edilizia viene ancora trainata dall'ultimo strascico dei bonus e dovrebbe salire del 1,5%.
Le dinamiche del valore aggiunto nei settori economici in
Sono tre i principali driver per la ripresa del Veneto
Sono diversi gli elementi caratterizzanti del Veneto, ma i punti di forza che hanno sempre fatto da volano nei cicli economici più critici sono imprese, interscambio commerciale e turismo. Gli scenari macroeconomici sono dominati dalle incertezze relative alle guerre in Ucraina e Medio Oriente e dai dati relativi all'ultimo semestre disponibile emergono le evidenze di un'evoluzione positiva per due delle tre componenti: il turismo che registra buoni risultati e l'export, nonostante le crescenti tensioni globali in atto, torna a crescere nell'ultimo semestre dell'anno. Per le imprese prosegue il processo di ristrutturazione del sistema imprenditoriale, che tende a far crescere la qualità organizzativa del tessuto imprenditoriale e a far sopravvivere le imprese più organizzate,
I comparti di punta del Veneto nel
Le imprese diminuiscono, proseguendo il processo di trasformazione della base imprenditoriale
Il Veneto è la quarta regione in Italia per numero di imprese attive, dopo Lombardia, Campania e Lazio. Gli indicatori relativi alla loro concentrazione risultano tutti più elevati rispetto alla media nazionale: la densità di unità locali produttive è di 24 per kmq (17 la media italiana) e gli addetti sono 38 ogni 100 abitanti (31 in Italia).
delle imprese in e nel macrosettore
Nel 2025 è il commercio il settore più popolato e vi appartiene più di un'impresa su cinque (20,7%). Tra le imprese manifatturiere, le quote più consistenti sono quelle legate ai metalli (22,4%) e al settore moda (15,0%). Rispetto ai valori nazionali, le manifatture del Veneto si distinguono per il peso relativo delle industrie legate all'arredamento, ai macchinari e alle produzioni metallurgiche.
delle imprese manifatturiere in e per settore nel
Il commercio estero registra un calo
La leggera ripresa registrata nell'ultimo semestre del 2025, conferma che la vocazione al commercio estero delle imprese venete rimane elevata, con le esportazioni che rappresentano quasi il 40% del PIL. Il Veneto risulta così uno dei territori del Belpaese più aperti ai mercati internazionali, terzo dietro a Lombardia ed Emilia-Romagna per valore di merci esportate.
delle esportazioni in e per macrosettore nel
L'analisi dei comparti mostra una composizione economica in via di trasformazione. Il settore dei macchinari resta il primo per peso economico, con una quota del 20% dell'export regionale. Pur in un contesto complicato, le esportazioni di questi beni fanno registrare una leggera crescita annua (+1,5%). Tra i comparti più dinamici spicca anche l'agroalimentare, che supera abbondantemente i 10 miliardi di euro di esportazioni, grazie a una crescita annua del +4,8%, che proietta il settore a un passo dal secondo gradino del podio dell'export regionale. Segnali di stabilità arrivano dai comparti della chimica (-0,9%) e delle apparecchiature elettriche (+0,2%). Continuano, invece, a mostrare debolezza i settori già in difficoltà negli anni scorsi, prosegue quindi l'andamento negativo del comparto Moda (-2,6%), dell'industria del legno (-2,7%) e delle lavorazioni metallurgiche (-2,2%). Significativa la flessione nei mezzi di trasporto (-20,2%), dovuta essenzialmente alla dinamica negativa della cantieristica navale.
Il 2025 per il turismo è anno da record
Il Veneto ha raggiunto un nuovo record di flussi turistici. I turisti che hanno soggiornato in Veneto nel 2025 sono 22,3 milioni (+2,3% rispetto agli arrivi 2024), e lo stesso vale per le presenze, cioè i pernottamenti effettuati, toccando i 74,2 milioni (+0,9%).
di turisti nel comparto
Assodato che l'attrattività del 2019 pre-pandemico è stata superata già nel 2023 in tutti i cinque comprensori che caratterizzano l'offerta veneta, negli anni successivi si assiste ad un ulteriore incremento di clienti. La maggior parte dei turisti giunge in Veneto per visitare città d'arte, tipologia di destinazione che ha registrato nel 2025 un +1,6% degli arrivi e un +0,9% delle presenze. Nelle destinazioni balneari si evidenzia un +2,6% di arrivi e una sostanziale stabilità dei pernottamenti (+0,1%). Qui crescono sia gli stranieri che gli italiani, ma per questi ultimi la durata del soggiorno è per la prima volta inferiore alle 5 notti. Anche al lago la crescita dei turisti (+1,4%) e la più blanda delle presenze (+0,3%) indica una permanenza media in leggera riduzione (giunge a 2,3 notti per gli italiani e 5 per gli stranieri). Consensi in forte crescita per le località montane, grazie soprattutto all'incremento degli stranieri. I buoni risultati delle destinazioni termali (arrivi +2,9%, presenze +0,8%) sono dovuti ad una crescita degli italiani che sopperisce ampiamente la riduzione degli stranieri.
Dopo la forte espansione post COVID, nel 2025 il mercato del lavoro veneto è stabile
Dopo la forte espansione post-Covid, il motore occupazionale del Veneto rallenta ed entra in una fase di stabilizzazione registrando sempre livelli alti occupazionali. Questo cambio di passo è un fenomeno fisiologico che ha esaurito la sua spinta iniziale, riconducibile principalmente al ritorno alla normalità dei cicli economici, all'esaurimento degli effetti eccezionali del recupero e all'adeguamento delle imprese a una crescita più sostenibile. Sono 2.201.570 coloro che lavorano, ovvero l’1,3% in meno del dell’anno precedente, ed il tasso di occupazione, pur mantenendosi alto, è pari a 69,3% rispetto al 70,2% dell’anno prima, ma superiore a quello del 2019 (67,5%). Sebbene i disoccupati aumentino, il tasso di disoccupazione resta a livelli fisiologici: le persone in cerca di occupazione sono 77.800, il +14,1% rispetto all’anno precedente, e il tasso sale al 3,5% rispetto al 3%.
Il e l': Tasso di nel
A diminuire è in particolare la componente femminile che registra un numero di donne venete al lavoro inferiore del 2,4% rispetto al 2024, mentre per gli uomini la riduzione è pari a -0,4%. Di conseguenza, calano anche i tassi di occupazione: l'indice occupazionale femminile scende al 60,7% contro il 62,3% del 2024 e quello maschile è 77,6% rispetto al 78%. Nel giro di un anno diminuiscono gli occupati sia indipendenti che dipendenti, rispettivamente -1,8% e -1,1%, e tra i dipendenti la decrescita è sostenuta esclusivamente dai contratti precari, -12,7% la variazione percentuale 2025/2024 per quest'ultimi lavoratori, mentre la quota dei lavoratori a tempo indeterminato cresce del +0,5%.
Andamento di : un confronto tra , e
Dall'analisi dei tassi per età risulta evidente che la fascia più colpita dal calo occupazionale del 2025 è quella degli adulti che vanno dai 35 ai 49 anni: sono quasi 3 punti percentuali in meno dell'anno scorso, riduzione causata esclusivamente dalla componente femminile che vede quasi il 7% in meno di donne inserite nel mercato del lavoro a fronte, invece, dei coetanei maschi che crescono e si proiettano alla quasi totalità della popolazione impiegata in un lavoro. Diminuisce anche la percentuale di giovani 15-24 anni che lavorano, tale dato si suddivide tra la riduzione dei maschi che in un anno sono quasi 4 punti percentuali in meno e le femmine della stessa età che registrano, invece, una maggiore partecipazione. Difatti, il tasso di disoccupazione dei 15-24enni tra il 2024 e 2025 aumenta di 2,8 punti, in particolare, si evidenzia che le giovani disoccupate sono 4,5 punti in più, ma anche i maschi subiscono un aumento di un punto. Occorre, però sottolineare che il tasso di disoccupazione giovanile è fortemente diminuito in questi anni: si passa dal 21,3% del 2018 al 13,7% attuali. Contemporaneamente si assiste alla forte crescita della presenza dei 55-64enni nel mercato lavorativo che ad oggi si attesta al 63,4% della popolazione in questa fascia di età. In trent'anni questo tasso di occupazione passa da meno di un quarto della relativa popolazione nel 1995, al 46,8% nel 2015, a quasi i due terzi dei giorni nostri.
Andamento della disoccupazione giovanile: graduatoria regionale nel
Il Veneto registra un forte calo dei Neet e vanta una tra le situazioni migliori dell'Italia: nel 2025 i 15-29enni veneti non inseriti in un percorso scolastico/formativo e non impegnati in un'attività lavorativa sono 60.300, il 7% in meno dell'anno prima e ben il 41,8% in me no del 2018. La percentuale di Neet sulla popolazione in età 15-29 anni è pari all'8,3% (13,3%), il quarto valore piú basso tra le regioni italiane e supera già il target europeo della quota al massimo del 9% entro il 2030. Continua a diminuire la differenza di genere rimanendo comunque piú alta la quota di Neet tra le donne: in Veneto sono il 10,5% le femmine rispetto al 6,3% dei maschi (in Italia, rispettivamente, 14,9% e 11,8%). Si pensi solo che nel 2018 in Veneto i giovani Neet erano il 12%, mentre le giovani erano il 17,7%.