La congiuntura
Orientarsi nell'incertezza
Nel 2024, nonostante gli shock avversi, si evidenzia una buona resilienza: lo scenario internazionale rimane caratterizzato da solide condizioni del mercato del lavoro e da un'inflazione in calo nella maggior parte delle economie. In Europa, nonostante una dinamica dei salari sostenuta e la normalizzazione della politica monetaria, la crescita è più lenta a causa della debolezza produttiva. L'Italia beneficia di una situazione di stabilità economica e politica e un Veneto in linea con le attese mantiene una ricchezza pro capite più elevata della media italiana ed europea.
L'andamento del PIL del e dell' nel
La crescita globale rallenta, ma si dimostra resiliente
L'economia nello scenario internazionale nell'anno
La Uem riesce a fatica a sollevarsi dalla stagnazione iniziata alla fine del 2022. Sulle prospettive di crescita pesano il rallentamento della domanda internazionale e l'accresciuta incertezza legata alle politiche commerciali protezionistiche dell'amministrazione Trump, che potrebbero penalizzare paesi con elevata esposizione commerciale verso gli USA, quali Germania, Italia e in misura minore Francia. Le previsioni del PIL reale per l'Eurozona sono pari a +0,9% nel 2025, +1,4% nel 2026.
L'andamento del PIL del e dell' a confronto con
Il Veneto è la terza regione in Italia per la produzione di ricchezza, dopo Lombardia, Lazio: il 9,3% del Prodotto Interno Lordo nazionale è stato realizzato in questo territorio. Il PIL pro capite del Veneto nel 2023 risulta pari a 40.639 euro, superiore del 12,5% rispetto a quello nazionale. Nel 2023, il PIL pro capite in Veneto è aumentato di oltre 2.600 euro rispetto al 2022.
Prodotto interno lordo , il , e
Nelle stime del 2024 il Veneto si mostra in linea con le attese. La variazione degli investimenti dovrebbe essere pari a +0,6%, affiancata da una crescita dei consumi delle famiglie del 0,5%.
in e in
Tra i settori, il manifatturiero rallenta il passo
Il Veneto si conferma una regione a vocazione fortemente industriale, in cui il manifatturiero è una dorsale importante sia in termini di forza lavoro, sia in termini di produzione di ricchezza e scambi internazionali di merci. È tuttavia il terziario che produce la quota maggiore di ricchezza: il valore aggiunto creato dai servizi è circa il 64% del valore aggiunto totale.
Nelle stime 2024 il terziario mostra la crescita più vivace, pari al +0,6%, l'industria risente delle criticità globali relative alla produzione industriale ed è stagnante (0,0%), l'edilizia viene ancora trainata dall'ultimo strascico dei bonus e dovrebbe salire del 1,4%.
Le dinamiche del valore aggiunto nei settori economici in
Sono tre i principali driver per la ripresa del Veneto
Sono diversi gli elementi caratterizzanti del Veneto, ma i punti di forza che hanno sempre fatto da volano nei cicli economici più critici sono imprese, interscambio commerciale e turismo. Gli scenari macroeconomici sono dominati dalle incertezze relative alle guerre in Ucraina e Medio Oriente e dai dati relativi all'ultimo semestre disponibile emergono le evidenze di un'evoluzione positiva per una delle tre componenti: il turismo che registra ottimi risultati. Per le imprese prosegue il processo di ristrutturazione del sistema imprenditoriale, che tende a far crescere la qualità organizzativa del tessuto imprenditoriale e a far sopravvivere le imprese più organizzate, mentre per l'export le crescenti tensioni globali in atto, come le politiche isolazioniste portate avanti dall’Amministrazione Trump, sembrano aver provocato in Veneto un impatto maggiore rispetto ad altri territori.
I comparti di punta del Veneto nel
Le imprese diminuiscono, proseguendo il processo di trasformazione della base imprenditoriale
Il Veneto è la quarta regione in Italia per numero di imprese attive, dopo Lombardia, Campania e Lazio. Gli indicatori relativi alla loro concentrazione risultano tutti più elevati rispetto alla media nazionale: la densità di unità locali produttive è di 24,5 per kmq (17 la media italiana) e gli addetti sono 37,7 ogni 100 abitanti (30,9 in Italia).
delle imprese in e nel macrosettore
Nel 2024 è il commercio il settore più popolato e vi appartiene più di un'impresa su cinque (21,2%). Tra le imprese manifatturiere, le quote più consistenti sono quelle legate ai metalli (22,3%) e al settore moda (15,6%). Rispetto ai valori nazionali, le manifatture del Veneto si distinguono per il peso relativo delle industrie legate all'arredamento, ai macchinari e alle produzioni metallurgiche.
delle imprese manifatturiere in e per settore nel
Il commercio estero registra un calo
Nonostante la leggera battuta d'arresto registrata nell'ultimo semestre del 2024, la vocazione al commercio estero delle imprese venete rimane elevata, con le esportazioni che rappresentano quasi il 42% del PIL. Il Veneto risulta così uno dei territori del Belpaese più aperti ai mercati internazionali, terzo dietro a Lombardia ed Emilia-Romagna per valore di merci esportate.
delle esportazioni in e per macrosettore nel
In termini di composizione settoriale, con riferimento ai settori maggiormente rappresentativi del territorio regionale, si evidenzia che il 19,8% delle esportazioni regionali viene originato dal settore della meccanica, il 13,7% dal comparto moda (tessile-abbigliamento-pelletteria), il 12,5% dal ramo agroalimentare e il 10,2% dal settore della metallurgia. Per quanto riguarda i risultati ottenuti nell'ultimo anno, si registrano dinamiche negative in quasi tutti i settori, con l'eccezione per le vendite estere delle produzioni agroalimentari (+4,8%), trainate dai buoni risultati realizzati dal comparto vitivinicolo regionale (+7,3% rispetto al 2023), e del comparto orafo (+12,1% rispetto al 2023). Restano pressochè stazionari i valori delle vendite estere del settore legno-mobili (-0,2% su base annua) e delle apparecchiature mediche-ottiche (-0,7%).
Il 2024 per il turismo è anno da record
Il Veneto ha raggiunto un nuovo record di flussi turistici. I turisti che hanno soggiornato in Veneto nel 2024 sono 21,8 milioni (+3,3% rispetto agli arrivi 2023), e lo stesso vale per le presenze, cioè i pernottamenti effettuati, toccando i 73,5 milioni (+2,2%).
di turisti nel comparto
Assodato che per tutte le tipologie di destinazione l'attrattività del 2019 pre-pandemico è stata superata, gli arrivi 2024 costituiscono un picco storico per mare, città d'arte, lago e montagna, con una clientela sempre più straniera. Per le terme il record storico è comunque recente (2023). Sul fronte dei pernottamenti, fattore più correlato all'aspetto economico, si evidenzia il recupero delle città d'arte, che ora sono riuscite a superare i livelli del 2019 pre-pandemico, come già successo per le località di mare, lacuali e montane. Le terme, invece, non sono tornate ancora ai livelli 2019 in quanto a presenze.
Il mercato del lavoro: nel 2024 in Veneto è ancora forte
Alti i livelli occupazionali in Veneto
Nel 2024, in Veneto, il ritmo di crescita del numero degli occupati rallenta se confrontato con quello che ha caratterizzato il 2022 e il 2023, ma il mercato del lavoro è ancora forte. Sono 2.230.000 gli occupati, +0,2% rispetto all'anno precedente, a fronte di un aumento dell'’occupazione media italiana del 1,5%. Il tasso di occupazione totale in Veneto è pari al 70,2% contro il 62,2% dell'Italia. Contemporaneamente, si registra anche una forte diminuzione del numero di persone in cerca di occupazione e il tasso di disoccupazione della nostra regione scende ad un minimo storico del 3%
Il e l': Tasso di nel
Cresce l'occupazione della componente maschile mentre le femmine diminuiscono di mezzo punto percentuale. Negli ultimi decenni la dicotomia "donne a casa, uomini al lavoro" si sta attenuando, sono sempre meno le casalinghe e maggiore la partecipazione femminile nel mercato del lavoro, in conseguenza anche all'aumento dei titoli di studio e all'emancipazione delle donne. Il tasso di occupazione femminile è passato dal 43% del 1993 al 53,3% del 2013, fino al 62,3% del 2024 (nel 2023 era pari al 62,8%); l'indice maschile, partendo da un livello già alto, era nel 1993 il 73,9% e nel 2024 è il 78%.
Andamento di : un confronto tra , e
Nel 2024 in Veneto si registra un tasso di disoccupazione tra i 15-24enni pari al 10,9%, più basso del dato dell'anno prima che era 14,1% e molto distante dal valore medio nazionale (20,3%). La situazione dei giovani veneti è tra le più favorevoli in Italia: si classifica al terzo posto per il minore tasso di disoccupazione giovanile. Anche i Neet, ovvero i giovani non inseriti in un percorso scolastico/formativo e non impegnati in un'attività lavorativa, calano con forza: nel 2024 sono il 14% in meno dell'anno prima, incidendo per il 9% sui giovani 15-29enni, il secondo valore più basso tra le regioni italiane (primo Il Trentino Alto Adige con il 7,7%), e raggiungendo già il target europeo della quota al massimo del 9% entro il 2030.
Andamento della disoccupazione giovanile: graduatoria regionale nel
Gli inattivi aumentano in tutte le classi di età
Mentre calano i disoccupati, gli inattivi 15-64enni in Veneto, tra il 2023 e il 2024, aumentano del 5% e il tasso di inattività è pari al 27,6% contro il 26,4% dell'anno scorso, inferiore al dato italiano pari al 33,4%. Si sottolinea, comunque, che il dato dell’ultimo anno è inferiore a quello pre pandemico del 2019 che si attestava al 28,4%. In particolare, emerge che in Veneto nel giro di un anno i giovanissimi inattivi aumentano di quasi l'11%, in dettaglio le ragazze del 12,3% e i coetanei 15-24enni del 9,8%.