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IL TURISMO IN VENETO NEL PERIODO GENNAIO-OTTOBRE 2020

I segnali di ripresa del periodo estivo non bastano a compensare il momento di crisi per il turismo: il periodo gennaio-ottobre 2020 si chiude con perdite elevate, riassunte da un -58,8% degli arrivi e un -53,1% delle presenze, cioè dei pernottamenti. Ciò è dovuto soprattutto alla forte riduzione di turisti stranieri, che per il Veneto nel 2019 rappresentavano il 65,3% dei visitatori. Nel periodo gennaio-ottobre, in Veneto, le presenze internazionali si contraggono del 67,3%, mentre quelle nazionali calano del 21,6%, nonostante i segni positivi di agosto (+8,6%) e di settembre (+0,5%).
Il 2020 era iniziato bene per il turismo veneto (gennaio +8,1% di presenze, febbraio +2,1%), ma poi la pandemia e il lockdown hanno determinato il crollo dei flussi turistici: marzo (-83,7%), aprile (-95,7%), maggio (-93,4%), giugno (-79%). A luglio inizia la ripresa, con numeri che comunque rappresentano la metà di quelli registrati a luglio 2019, ad agosto le presenze si riducono del 28%, a settembre del 31,9%, ad ottobre del 58,7%.
Tutte le destinazioni hanno risentito del periodo di crisi, ma sono le città d’arte a segnare il crollo maggiore delle presenze turistiche sia in termini assoluti (14 milioni di presenze in meno) che di variazione percentuale (-64,2%). Anche la stagione balneare si conclude con flussi turistici molto inferiori a quelli usuali (11 milioni di presenze in meno), riassunti da un -45,8%. Perdite ingenti anche per le località termali, che perdono quasi 2 milioni di presenze, cifra molto importante per questa tipologia di destinazione (-62,8%). I flussi turistici al lago di Garda sono più che dimezzati (-56,1% con 7 milioni di presenze in meno). La vacanza in montagna perde di meno, grazie al buon avvio dell’anno prima della pandemia e ad un’estate all’insegna del distanziamento, ma la contrazione dei flussi è comunque pesante e pari a -20,5%.
Le strutture extralberghiere nel periodo gennaio-ottobre hanno avuto delle perdite importanti (arrivi -52,9% e presenze -48,6%), ma meno rilevanti di quelle subite dal comparto alberghiero (arrivi -62,3% e presenze -58,7%).
L’area UNESCO del Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene registra nel 2020, fino ad ottobre, un dimezzamento dei flussi turistici (-50,5% degli arrivi e -44,7% delle presenze).
Per un approfondimento si possono consultare le tabelle sul movimento turistico del periodo gennaio-ottobre 2020, confrontato con lo stesso periodo dell’anno precedente:


Inoltre, la banca dati sul turismo è consultabile a