Sistema Statistico Regionale
VENEZIA - DORSODURO   Rio dei Tre Ponti 3494/A
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Stipendi più bassi per le donne

Prima di analizzare la retribuzione degli occupati per genere, è bene sottolineare che le donne lavorano più spesso in part time degli uomini. In particolare, la nostra regione ha un duplice primato rispetto alle altre regioni italiane: più alta è la percentuale di donne occupate in part time (37% rispetto al 32% dell’Italia nel 2019) e più bassa la quota di uomini ugualmente in part time (6% rispetto al 9% dell’Italia).
Fatta questa premessa, le considerazioni sulle retribuzioni che seguono sono riferite agli occupati e alle occupate dipendenti a tempo pieno, in modo da poter confrontare i redditi a parità di tipologia di orario.
L’indagine Istat sulle Forze Lavoro rileva la retribuzione netta del mese escluse altre mensilità (tredicesima, quattordicesima, ecc.) e voci accessorie non percepite regolarmente tutti i mesi (premi di produttività annuali, arretrati, indennità per missioni, straordinari non abituali, ecc.). Secondo questi dati, nel 2019 in Veneto, poco più di un terzo degli uomini e delle donne guadagna fra i 1.250 e i 1.500 euro netti al mese. Ben diversa però è la percentuale di occupati che guadagnano di più o che guadagnano meno: fra le donne, il 12% guadagna al massimo 1.000 euro netti al mese, valore che scende al 4% fra gli uomini. Al contrario, solo il 5% delle donne ha uno stipendio superiore ai 2.000 euro, percentuale che fra gli uomini raggiunge l’11%. La disparità reddituale fra maschi e femmine è dunque evidente, anche a parità di tipologia di orario.

Le disparità aumentano se osserviamo le posizioni apicali e i titoli di studio, come riportato nel grafico seguente. Mediamente, in Veneto un uomo occupato guadagna 1.500 euro netti al mese, mentre un’occupata ne percepisce 1.350, con una differenza di 150 euro. Ma, osservando le posizioni apicali, il divario si amplifica: un dirigente uomo guadagna in media poco più di 3.200€, mentre una dirigente donna si ferma a 2.800€: lo scarto raggiunge i 440 euro. Per i quadri lo scarto supera di poco i 300€, mentre per impiegati e operai è pari a 200€.
Neppure il titolo di studio è garanzia di parità reddituale, anzi al crescere del titolo aumentano anche le disparità fra uomo e donna: la differenza di stipendio fra i due generi è di 150€ per gli occupati con al massimo la licenza media, sale a 200€ fra i diplomati e a 250€ fra i laureati.