Sistema Statistico Regionale
VENEZIA - DORSODURO   Rio dei Tre Ponti 3494/A
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IL MERCATO DEL LAVORO NEL 2019

Secondo i dati aggiornati della Rilevazione sulle forze di lavoro, condotta da Istat, la congiuntura del mercato del lavoro italiano registra anche nel 2019 segnali positivi, nonostante nella seconda metà dell’anno si rileva un rallentamento della crescita.
Rispetto all’anno prima, nel 2019 il numero di occupati in Italia è aumentato di 145mila unità (+0,6%) e di circa 28mila in Veneto (+1,3%): nella nostra regione il tasso di occupazione è passato dal 66,6% del 2018 al 67,5% del 2019, assai più elevato di quello registrato prima dell’inizio della crisi (nel 2008 era 66,4%).
Confrontando, poi, i dati dell’ultimo trimestre del 2019 rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, l’incremento del tasso di occupazione è pari a 1,3 punti percentuali.
I disoccupati continuano a diminuire, soprattutto la componente maschile: complessivamente, in un anno i veneti in cerca di occupazione passano da 147.390 a 129.734 (-12%); rilevante anche la diminuzione in Italia (174mila disoccupati in meno, ovvero -6,3%). La variazione è ancora più significativa in Veneto se confrontiamo solo l’ultimo trimestre: -22% nel periodo ottobre-dicembre 2019 rispetto allo stesso periodo del 2018.
Il tasso di disoccupazione in Veneto passa dal 6,4% del 2018 al 5,6% del 2019, in Italia dal 10,6% al 10,0%. Il calo dei disoccupati si accompagna ad un calo degli inattivi, segnale ancora una volta della forte dinamicità della congiuntura della nostra regione.
In miglioramento anche la performance della disoccupazione giovanile che diminuisce di quasi tre punti percentuali rispetto all’anno precedente: nel 2019 in Veneto raggiunge il 18,2% (29,2% il dato italiano), un buon risultato se confrontato con il 27,6% toccato nel 2014 all’apice della crisi economica.
Infine, si segnala anche la forte diminuzione dei Neet, ossia i giovani in età 15-29 anni che non studiano, non lavorano e non si formano: nell’ultimo anno in Veneto se ne contano circa 16mila in meno (-15% rispetto al 2018), passando così in un anno dal 14,8% al 12,4% sul totale dei 15-29 enni, il secondo valore più basso d’Italia (primo il Trentino Alto Adige).
Il 2019 è stato, quindi, un anno particolarmente positivo per la partecipazione al mercato del lavoro. Difficile però immaginare che lo stesso trend possa continuare anche per il 2020: l’emergenza sanitaria, a seguito della comparsa del coronavirus Covid-19 a gennaio 2020, rappresenta un nuovo shock per l’economia mondiale con un prevedibile impatto sfavorevole anche sul mercato del lavoro.