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Partono i lavori della COP 25

La Conferenza ONU sui Cambiamenti climatici (COP 25) si sta svolgendo in questi giorni a Madrid (dal 2 al 13 dicembre): il suo scopo risiede nel delineare i prossimi cruciali passi che l’ONU intenderà intraprendere con riguardo ai cambiamenti climatici. Partendo dagli accordi e dalle linee guida stabiliti dalla COP 24, tenutasi in Polonia lo scorso anno, l’obiettivo chiave sarà portare alla completa operatività i numerosi argomenti portati alla luce dagli accordi di Parigi sul cambiamento climatico.
All’interno dei 17 Goals dell’Agenda 2030, che contiene gli obiettivi di sviluppo sostenibile fissati dall’ONU, uno è specificatamente dedicato alla lotta ai cambiamenti climatici: questo Goal impone l’adozione di misure atte a contrastare il cambiamento climatico e le relative conseguenze. Tra queste si ricordano l’innalzamento delle temperature dell’atmosfera e degli oceani, l’acidificazione degli stessi, l’innalzamento del livello del mare, l’aumento degli eventi estremi di precipitazione e la modifica del loro normale andamento, tutti fenomeni che portano all’alterazione degli ecosistemi. La principale causa del riscaldamento globale è l’aumento delle emissioni di gas serra nell’atmosfera, che devono pertanto essere tenute strettamente sotto controllo.
Per quanto riguarda il Veneto il trend di medio periodo ha visto un positivo calo delle emissioni regionali di gas serra, scesi dai quasi 46 milioni di tonnellate del 2005 ai 34,4 del 2015, nonostante una lieve ripresa rispetto al 2013, quando si era toccato il livello minimo con meno di 33,3 milioni di tonnellate.
Il trasporto su strada è il macrosettore con le maggiori emissioni di CO2 equivalente, il 23,1% del totale (al lordo degli assorbimenti), seguito dalla produzione di energia e trasformazione dei combustibili con il 21,5%. Il complesso delle attività produttive, dato per lo più dall’agricoltura, dalla combustione nell’industria, dai processi produttivi e dalla produzione di energia e trasformazione dei combustibili, genera in Veneto il 52% del totale delle emissioni di gas serra nel 2015.

Ma oggi qual è la percezione degli europei e degli italiani riguardo alla qualità dell’aria e alle politiche messe in atto nei propri Paesi per migliorarla? (1)
Negli ultimi 10 anni il 58% dei cittadini europei e ben il 74% di quelli italiani ritiene che la qualità dell’aria sia peggiorata e, sebbene la maggior parte di loro (il 66% per l’Europa, il 70% per l’Italia) ritenga che le istituzioni pubbliche non stiano facendo abbastanza, si stanno muovendo concretamente con azioni individuali: rispetto al 2017, il 41% dei cittadini sia europei che italiani ha sostituto i vecchi elettrodomestici in favore di altri con migliori classi energetiche, il 35% degli europei (19% in Italia) ha utilizzato con più frequenza i mezzi pubblici o la bici e il 15% (13% in Italia) ha sostituto il proprio sistema di riscaldamento con uno più efficiente.
Le proposte dei cittadini per un miglioramento della situazione vedono concordi europei ed italiani: in pole position l’applicazione di controlli più stringenti sulle emissioni del settore produttivo, a seguire la concessione di ulteriori incentivi finanziari orientati all’acquisto di prodotti a basse emissioni, ed infine l’introduzione di una legislazione sulla qualità dell’aria più stringente.



(1)  Indagine Special Eurobarometer 497