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5 giugno 2019: Giornata Mondiale dell’Ambiente

In occasione dell'istituzione dell’organizzazione internazionale “Programma delle Nazioni Unite per l'ambiente” (UNEP), nel 1972 l’Assemblea generale delle Nazioni Unite ha proclamato la giornata mondiale dell’ambiente – World Environment Day (WED) che, da allora, viene celebrata tutti gli anni il 5 di giugno. Ogni anno la WED propone un tema ambientale e, per il 2019, è “l’inquinamento atmosferico”, e lo slogan di quest’anno è appunto “Beat Air Pollution”, sconfiggere l’inquinamento atmosferico. Le celebrazioni si tengono in Cina, che si è proposta di ospitare questa ricorrenza per dare visibilità verso il mondo intero al proprio impegno verso il tema ambientale e i progressi fatti nella direzione dello sviluppo sostenibile di cui si è resa protagonista negli anni più recenti: la Cina possiede attualmente il 50% dei veicoli elettrici del mondo e il 99% degli autobus elettrici.
Ad oggi, ogni anno quasi 7 milioni di persone nel mondo muoiono a causa dell’inquinamento e di questi oltre il 57% appartengono all’area asiatica e del Pacifico. Inoltre dai dati dell’UNEP emerge come il 92% della popolazione mondiale non respiri aria pulita e l’inquinamento dell’aria abbia un costo di circa 5.000 miliardi di dollari.
Durante la giornata mondiale dell’ambiente 2019 è in programma un invito ai governi, alle industrie, alle comunità e alle persone a porre l’attenzione verso le energie rinnovabili e alle tecnologie green al fine di migliorare la qualità dell’ambiente in tutti i paesi del globo.
In Italia e in Veneto le emissioni di CO2 si sono ridotte dal 2005 al 2015 rispettivamente del 27 e del 23,6% raggiungendo valori di poco superiori ai 29 milioni di tonnellate all’anno in Veneto e appena sotto i 340 milioni a livello nazionale.

L’inquinamento nella pianura padana è purtroppo favorito dalle condizioni meteoclimatiche e geofisiche e non potrà mai essere completamente azzerato. Per questo, nonostante un evidente miglioramento della qualità dell’aria, immagini come quella scattata dai satelliti europei della missione Copernicus Sentinel 5-P e pubblicata oggi da Il sole 24ore mostrano le emissioni prodotte soprattutto dal ciclo dell’azoto delle colture con le concimazioni NPK e della vegetazione spontanea, dal letame del bestiame negli allevamenti intensivi e in modo rilevante dalle emissioni dei motori diesel, dai fumi industriali e dalle altre emissioni artificiali e naturali.


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