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VENEZIA - DORSODURO   Rio dei Tre Ponti 3494/A

Povertà ed esclusione sociale: minori più a rischio

Nel 2017 in Europa circa 23 milioni e mezzo di bambini e ragazzi sotto i 18 anni, il 24,9% dei minori, vivono in condizioni di povertà o esclusione sociale(1); per loro il rischio è anche maggiore rispetto agli adulti, circa 3 punti percentuali in più.
Nel contesto europeo l’Italia è tra i Paesi dove il problema è più diffuso: il rischio di povertà o esclusione sociale è pari al 28,9% per la popolazione nel complesso e sale al 32,1% tra i minori. Tuttavia, nell’ultimo anno, si stima una lieve ma incoraggiante riduzione del disagio (nel 2016 coinvolgeva il 30% della popolazione e il 33,2% dei minori).
Particolarmente evidente è il divario tra Nord e Sud Italia: se in Sicilia un minore su due è a rischio, in regioni come Friuli Venezia Giulia, Emilia Romagna e Veneto, oltre che nella provincia autonoma di Bolzano, la percentuale rimane sotto il 20%.
In Veneto si stima che nel 2017 sia a rischio povertà o esclusione sociale il 17,5% dei minori, il quarto valore più basso a livello regionale, e in calo rispetto all’anno precedente (era 21,1%). Ciò nonostante anche in Veneto i minori sono più penalizzati (15,4% il rischio nella popolazione complessiva) e il fenomeno non va trascurato, in quanto coinvolge circa 140mila bambini e ragazzi, che devono affrontare privazioni di vario tipo e, nei casi più gravi, la famiglia non è in grado di garantire loro nemmeno i bisogni fondamentali della vita.




(1)  Secondo Eurostat è a rischio povertà o esclusione sociale chi sperimenta almeno una delle seguenti tre condizioni di disagio:
  • Rischio di povertà: vive in famiglie con un reddito familiare equivalente inferiore alla soglia di povertà, pari al 60% della mediana del reddito nazionale equivalente disponibile dopo i trasferimenti sociali.
  • Grave deprivazione materiale: persone costrette ad affrontare almeno quattro privazioni o rinunce tra: riuscire a pagare l'affitto, il mutuo o le bollette; riscaldare adeguatamente l’abitazione; affrontare spese impreviste; mangiare carne o proteine regolarmente; andare in vacanza almeno una settimana all’anno; potersi permettere l’acquisto del televisore; della lavatrice; di un’automobile; del telefono.
  • Bassa intensità di lavoro: chi ha meno di 60 anni e vive in famiglie con intensità lavorativa molto bassa, cioè dove gli adulti nell’anno precedente hanno lavorato meno del 20% del loro potenziale.