Copertina

Introduzione

In questa sezione vengono pubblicate alcune elaborazioni di sintesi relative ai risultati dell'8° Censimento generale dell'industria e dei servizi effettuato dall'Istat nel 2001, con l'obiettivo di fornire una chiave di lettura dei principali aspetti strutturali del mondo produttivo veneto. L'analisi si articola secondo tre livelli di dettaglio territoriale - regionale, provinciale, comunale - e comprende, oltre ai dati relativi al 2001, una serie di confronti con il precedente censimento del 1991, che consentono di mettere in luce le principali trasformazioni avvenute nel corso del decennio.
Le informazioni riguardano le imprese, le istituzioni pubbliche, le istituzioni nonprofit e le relative unità locali, classificate secondo le attività economiche, le classi di addetti, la forma giuridica e la tipologia che le differenzia tra artigiane e non artigiane.
Ciò che emerge è un tessuto imprenditoriale che conta in Veneto 436.629 unità locali, 407.256 appartenenti alle imprese e 29.373 relative alle istituzioni.
Elemento distintivo della regione è il suo forte carattere industriale, anche se la progressiva trasformazione che sta investendo il sistema economico della nostra regione è legata al crescente fenomeno della terziarizzazione. Le unità locali nel settore dell'informatica, ricerca e attività immobiliari, nel 1991 ai primi posti per consistenza numerica, sono aumentate in dieci anni del 125,5%, così anche le attività di intermediazione monetaria e finanziaria (+61,9%), i servizi pubblici, sociali, e personali (+52,2%) e le unità locali del comparto sanità (+48,1%). Ciò è avvenuto a scapito del comparto manifatturiero (-1,1%), colpito in particolare dalla crisi dei settori tradizionali del tessile (-32%) e delle industrie conciarie (-19,2%), entrambi caratterizzati da un alto contenuto di lavoro.
In termini di addetti è ancora l'industria a offrire il maggior numero di posti di lavoro (43,3%); il 15,3% degli addetti è impiegato invece nel commercio, il 26,7% negli altri servizi e il 14% nelle istituzioni pubbliche e private. Tuttavia è il terziario non commerciale la componente che ha fatto registrare il maggior incremento del numero di addetti, ben il 41,5% rispetto al censimento del 1991. Ancor più significativo è stato l'incremento di addetti impiegati nei settori più innovativi, addirittura +98,6% nelle attività di informatica, ricerca ed immobiliari. Si tratta di attività trasversali, finalizzate a determinare una crescita di efficienza, di competitività e di qualità in tutti i settori dell'economia. Si sono ridotti invece del 30,2% e del 17% rispettivamente gli addetti nelle industrie tessili e conciarie.
I dati sulla dinamica dell'occupazione femminile confermano inoltre la crescita della componente "donna" nel mondo del lavoro anche se si registra un ritardo nella quota di addetti donne sul totale di addetti nelle unità locali, che risulta infatti negativa in molti comuni del Veneto.
Per ogni grafico è inoltre disponibile la relativa tabella dei dati.
La parte più significativa dell'intero universo dei dati censuari è comunque facilmente consultabile sotto forma di tavole che ciascun utente può costruire in modo personalizzato e scaricare nei formati più diffusi a seconda delle proprie esigenze di analisi.


Un ulteriore approfondimento delle tematiche qui affrontate si può trovare in: Una regione tanti centri. Distribuzione della popolazione dal 1971 ad oggi (capitolo 7), dove le stesse tematiche vengono analizzate nel contesto delle recenti trasformazioni delle cinture urbane delle città venete.



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